Per capire l’essenza del libro antico, per comprenderne appieno il fascino dobbiamo prima renderci conto di cosa non è: il libro antico non è un libro vecchio, o meglio non è solo questo. Il libro antico è certamente molto datato ma la sua importanza deriva principalmente da ciò che rappresenta, una testimonianza di qualcosa che non c’è più.
I libri non hanno infatti sempre avuto la diffusione e commercializzazione che hanno oggi. Per molte migliaia di anni, fino all’invenzione della stampa di Gutenberg, riprodurre un libro era un lavoro molto difficile, lungo e noioso dato che doveva essere fatto manualmente. Gli addetti a questo compito erano realmente convinti dell’importanza di quello che facevano, della preziosità del messaggio che conservavano. Nel Medioevo i monaci amanuensi passavano tutta la loro vita a ricopiare libri, corredandoli tra l’altro di magnifiche illustrazioni ed è anche grazie al loro lavoro oscuro se oggi possiamo ancora leggere autori come Sant’Agostino, Origene e Boezio.
Dalla difficoltà della sua esistenza nasce quindi la preziosità del libro antico, il suo elevato valore commerciale pari ad altre opere d’arte come quadri o statue, è giustificato dalla sua storia, dal messaggio che dal passato giunge fino a noi oggi: leggete!
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