Italo Calvino diceva che “un classico è un libro che non smette mai di dire ciò che vuole dire”, un libro sempre attuale, il cui valore, letterario e di contenuto, non scade nel tempo.
Nell’immaginazione popolare il classico è legato principalmente alla letteratura greca e latina e senza dubbio in questa categoria rientrano. I greci Platone e Aristotele hanno posto la base di gran parte della filosofia e religione contemporanea, il latino Tacito che nei suoi scritti critica l’imperialismo romano, la sua volontà di imporre la propria egemonia sul mondo, Catullo i cui versi immortali ritroviamo persino sui diari scolastici. Il lettore attento però, desideroso di ampliare la sua cultura, non si fermerà qui, la letteratura moderna e contemporanea è ricchissima di libri che vale la pena leggere: “il Piccolo Principe”, “Il giovane Holden” e “Jack Frusciante è uscito dal gruppi” è un trittico che gli adolescenti non possono farsi scappare, tre libri che ci fanno scoprire le ipocrisie del mondo contemporaneo, come tutto sarebbe migliore se fossimo più autentici, meno conformisti, più bambini. I libri di Pirandello in particolare “ Il fu Mattia Pascal” e “Uno, nessuno e centomila” dove tutti gli insoddisfatti, tutti coloro che si avvicinano alla mezza età, ma non solo, si riconosceranno e leggeranno una visione alternativa della vita. E ancora i romanzi di Dumas, Verga, Calvino e tanti tanti altri. La bellezza è lì: basta volerla cogliere
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