Non è vero, come dicono molti, che i libri d’arte siano riservati ad un pubblico elitario. Tutti possono apprezzare l’armoniosità della Cappella Sistina, l’imponenza del Duomo di Milano o l’eleganza del Colosseo. I libri d’arte si propongono di approfondire tutto questo: perché ci piace ciò che è bello? Cosa è bello? Questi libri sono molto vivaci, scritti abbastanza fluentemente, ricchi di illustrazioni di quello che piace all’autore e terminati i quali avremo una visione diversa dell’arte. Decisamente più diffusi e conosciuti al grande pubblico sono i libri di storia dell’arte. L’analisi dell’evoluzione della scultura, della pittura, dell’architettura e di tutto ciò che si può considerare arte. Anche qui le illustrazione, o meglio le fotografie, hanno un ruolo fondamentale dato che l’arte in quest’accezzione è considerata principalmente quella visiva. Decisamente più cognitivi degli altri, sono in genere un po’ più ricchi di terminologia tecnica e utilizzano un tono più didattico. Assolutamente utili a chi vuole ampliare la proprio cultura.
Quello che però risalta da tutto questi è che arte non è solo qualcosa che ci sembra bello quanto il significante di qualcosa di più ampio, rappresenta un pezzo di vita di una vita, ha un suo significato, un suo scopo, un suo spazio nell’ordine delle cose che ci impedisce di non ammirarlo.
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