La fantascienza è senza dubbio tra le più affascinanti branche della letteratura. Il potere visionario necessario per descrivere un mondo futuro, verosimile o no, rappresenta una sfida entusiasmante per lo scrittore e permette agli altri di fruire di una lettura appassionante.
Il padre storico della fantascienza è Jules Verne, scrittore francese che nel XIX secolo riuscì a predire con precisione chirurgica molti dei successi scientifici del secolo passato, tanto da far dubitare ad alcuni pseudo-storici che fosse in realtà un extraterrestre o un viaggiatore del tempo venuto dal futuro. Nei suoi libri più famosi come “Ventimila leghe sotto i mari” e “Dalla Terra alla Luna” si parla già di corrente elettrica disponibile per tutti e macchine come sottomarini e shuttle, arrivando addirittura a indicare come punto di atterraggio di quest’ultimo una zona dove effettivamente sarebbe atterrato il suo più concreto erede. Degni successori di Verne sono stati Isaac Asimov, astrofisico di formazione, che con i suoi cicli della “Fondazione” e “Robot” ha tentato, con successo, di descrivere gli sviluppi della società contemporanea e Franck Herbert che con il suo ciclo di “Dune” apre la strada alla fantaecologia. Il romanzo di fantascienza, quello d’autore, non è solo qualche ora di diletto ma un’introspezione all’interno dell’uomo e della società contemporanea, un invito a migliorarci e a migliorarsi. Classici che nessuno dovrebbe lasciarsi scappare.
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