I libri scientifici si dividono in due grandi categorie: quelli per iniziati e quelli divulgativi.
I primi si rivolgono ad un pubblico estremamente selezionato che ha le conoscenze necessarie per comprenderne il contenuto. Sono quindi per questo difficili da reperire, certe volte Internet è veramente l’unica risorsa. I libri di divulgazione scientifica sono invece ad alta, a volte altissima tiratura, molte volte addirittura ai primi posti tra i best-sellers. Le ragioni del loro successo vanno ricercate nella scorrevolezza della lettura, in barba a chi pensa che gli scienziati siano persone noiose, e i temi trattati o meglio l’atteggiamento innovativo verso i temi trattati. Lo scienziato, di professione, deve dare risposta a delle domande, domande che molte volte l’uomo si pone da decine o addirittura centinaia di anni. Da qui l’esigenza dell’approccio innovativo, del colpo di genio, che permette di vedere le cose da una prospettiva nuova. Quando tutto questo viene trasferito su carta, in un libro, nasce il capolavoro letterario. Esempi famosi sono Jacques Monod, premio Nobel per la medicina, con il suo saggio “Il caso e la necessità” nel quale partendo dagli enzimi trae spunto per riflettere sull’uomo e la società contemporanea. Lo scienziato, in genere, non si limita a porre domande o criticare il lavoro altrui come molti saggisti di successo, ma propone soluzioni. Questa da sola dovrebbe essere una buona ragione per leggerli.
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